Con l’adozione anche in Italia dello strumento del Dibattito Pubblico, la progettazione delle grandi opere sarà affiancata da questa fase di interlocuzione con i cittadini… ovviamente le débat public all’italiana porta con se i tanti difetti che solo noi sappiamo dare a certi strumenti.
Il quasi monopolio delle aziende che vengono delegate per organizzarli, seguite dalle inevitabili commistioni che vengono a crearsi con la committenza trasformano lo strumento da metodo di partecipazione atto a migliorare l’oggetto della spesa pubblica a generatore di dissenso e frustrazione da parte dei cittadini che, illusi nella fase iniziale, si trovano poi a scoprire che, nel migliore dei casi, potranno cambiare il colore della barriera antirumore che si troveranno davanti casa.
Basta andare a leggere i quaderni degli attori che vengono pubblicati alla fine dei vari dibattiti, come quello sulla circonvallazione di Trento o il nostro sul raddoppio della Roma-Pescara per rendersene conto.Quello che segue è il mio quaderno pubblicato in occasione del dibattito sui lotti 1 e 2 del raddoppio ferroviario della Roma-Pescara, redatto per dare il mio personale contributo alla “Variante dei Cittadini”, una variante che permetterebbe di salvare i due centri abitati di Manoppello Scalo e Brecciarola di Chieti che altrimenti verrebbero devastati, aggiungendo a quest’ultima, un circuito di vie ciclopedonali.
Approfitto dell’occasione offerta dal quaderno degli attori, per esprimere quelle che sono, a mio avviso, le criticità del progetto che RFI cerca di imporre su tutto il territorio della Val Pescara e analizzare i vantaggi che invece si avrebbero se si desse ascolto alle richieste dei cittadini, che questi territori li vivono e ne conoscono esigenze e criticità. Mi riferisco alla richiesta di realizzare la “Variante dei Cittadini” formulata dai sindaci dei Comuni di Chieti e Manoppello e che vede favorevoli anche i Sindaci dei comuni di Alanno e Scafa. Nella tavola T.01, il tracciato ferroviario riportato è quello della “Variante dei Cittadini” (1) aggiornato alle modifiche venute fuori dal lavoro dei tecnici Italferr e che quindi è da ritenersi, come da loro dichiarato in più di un’occasione, tecnicamente realizzabile.
Come già noto, questa variante nasce come alternativa alla parte di tracciato proposto da RFI tra il bivio di Brecciarola (N) e la zona industriale di Alanno/Rosciano (A) che attraversando i centri abitati di Brecciarola e Manoppello Scalo, oltre a demolire, in questo tratto, 23 Edifici residenziali (83 unità abitative) e 7 aziende (90 dipendenti circa) ne costituirà la totale devastazione dal punto di vista urbanistico e sociale (in parte visibile nelle tavole T.04 e T.05), con l’irrimediabile stravolgimento delle abitudini di vita, oltre ad un’elevata perdita degli investimenti fatti da parte di TUTTI quelli che hanno scelto questi luoghi per vivere.
La progettazione proposta da Italferr su richiesta di RFI infatti è un esercizio che contempla la sola programmazione dell’infrastruttura ferroviaria, non vi è la minima traccia di studi urbanistici, sociologici o di analisi del contesto in cui si sono trovati a calare l’opera; per fare un esempio, non 1 metro di pista ciclabile è computata tra i 720 milioni di € dei lotti 1 e 2, non una riga di relazione che prenda coscienza delle abitudini sociali dei territori che attraversa. In particolare per quanto riguarda la “mia” Manoppello Scalo, addirittura i riti religiosi come la via crucis, la processione del santo Patrono, i funerali non potranno più essere svolti come da tradizione.
Da quando ne ho memoria il paese in cui vivo ha sempre visto un grande utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto, non esiste un sottoscala un garage o una tettoia in cui non se ne trovi almeno una, i bambini vanno da sempre autonomamente a scuola in bicicletta, se si eseguirà il raddoppio secondo la proposta di RFI, in affiancamento alla linea storica, una consistente parte del paese sarà obbligata a prendere l’automobile anche per attività in cui ora ne possono fare a meno. Tra l’altro, l’unico Market che serve una di queste zona si trova, insieme ad altre 10 unità abitative, in una palazzina che verrà demolita (ID 67 dell’elenco Italferr). Il risultato dell’intervento di RFI sarà una divisione dell’abitato di Manoppello Scalo in 3 agglomerati isolati, divisi anche visivamente l’uno dall’altro da barriere antirumore alte 7mt, sarà purtroppo l’esempio di quello che avviene, quando si interviene sull’urbanistica senza averne la COMPETENZA, un vasto campionario accademico di tutto quello che non si deve fare.
Spostando invece, come si chiede da trent’anni, il tracciato ferroviario sulla “Variante dei Cittadini” (1), si libererebbe l’area della linea storica per poterla destinare ad una pista ciclopedonale che collegherebbe i Comuni di Alanno (A), Rosciano (B), Manoppello (C, E), Cepagatti (L) e Chieti (H, I, N, P). Una vera arteria tra due province dedicata alla sola mobilità dolce, nell’ottica di una reale transizione ecologica, una vera rivoluzione che trasformerebbe un banale progetto di raddoppio ferroviario del ‘900 in una futuribile infrastruttura integrata degna del finanziamento europeo a cui si vuole attingere (Next generation EU).
Inoltre, delocalizzando la stazione di Manoppello nell’area in prossimità dell’ingresso all’autostrada Roma-Pescara e collegandola con il centro abitato, oltre che con la rete stradale già presente con delle piste ciclabili (600mt di distanza dal centro) magari predisponendo un terminal Bus si eleverebbe lo snodo da Stazione ad Hub di scambio tra gomma, treno e mobilità alternativa (C) e (T.03 ). Inoltre in previsione della realizzazione del ponte di collegamento verso Rosciano (3) da parte della Provincia di Pescara, questo snodo diventerebbe fruibile da molti più utenti. La stazione ferroviaria, posta a distanza così breve dal casello autostradale, diventerebbe centro attrattivo turistico importante, vista la sempre più crescente diffusione delle e-bike delle bici gravel e del turismo ad esso associato, da qui si potrebbe partire per i tanti itinerari cicloturistici che si stanno sviluppando nelle località che circondano la Val Pescara, oltre al fatto che una ciclabile che colleghi quasi tutta la vallata potrebbe trasformare la mobilità di tutti i giorni, consentendo ad esempio di andare a scuola in bicicletta o in monopattino a tanti ragazzi anche fuori dal proprio centro abitato.(2)(4)(5)(7)
Non meno importante è stato il modus operandi della compagine tecnica Italferr/RFI che ha preso parte al dibattito pubblico, organizzato in maniera tecnicamente ineccepibile dalla coordinatrice, quasi uno show televisivo, ma come tutti gli show i suoi contenuti erano chiaramente diretti, nel caso specifico diretti a creare l’illusione della democrazia partecipata, ma che in realtà ha portato ogni singola istanza posta dai cittadini a scontrarsi contro un muro. La questione del transito alternativo di autobus in via Barbanera e via Staccioli, dovuta alla barriera che dividerà il paese tra via XX Settembre via A. Moro (T.04), è piuttosto emblematica, da una parte la cittadinanza, che su ogni tavolo ha fatto notare la difficoltà di transito che ci sono ora, senza autobus, dall’altra il supertecnico di turno a ribattere che è stato effettuato un rilievo a 40 punti metro quadro (chi sa cosa significa sa anche che è un’enorme BUGIA) e che li un autobus di linea ci passa comodo… questione che non fa altro che gettare un’ombra sull’operato e sulla qualità dell’intero iter progettuale.
Io credo che i soli spazi che i cittadini delle comunità di Manoppello e Brecciarola siano disposti a cedere per quello che si sta rivelando come l’ennesimo esperimento infrastrutturale, sono quelli tra l’autostrada ed il fiume dove, difatti, è stata localizzata la “Variante dei Cittadini”. Sono territori che hanno già visto concessioni alla pubblica utilità in passato, ad esempio per quel monumento (Cit.) alla sperimentazione infrastrutturale che è l’Interporto D’Abruzzo (G), spazi che ormai hanno perso da tempo la loro natura agreste. Inoltre il progetto dell’interporto nacque con l’obiettivo di essere ricollegato in maniera bidirezionale alla linea ferroviaria, cosa che ora avviene in una sola direzione, la “Variante dei Cittadini” prevede anche questo collegamento mancante.
Richiedere un ulteriore sacrificio, demolendo i paesi e creando al loro interno opere talmente impattanti da doverne discutere e far digerire la mitigazione con un dibattito pubblico, creerebbe una frattura irrecuperabile tra istituzioni e cittadini ed in tal senso siamo già sulla buona strada.








